VITA DEL MAESTRO

CARLO CRIVELLI

Carlo Crivelli nacque a Venezia nel 1430 circa, lavorò a Padova, nella bottega dello Squarcione al tempo in cui vi lavorava anche Mantegna.
La sua prima opera, la Madonna della Passione, che si trova a Verona nel museo Civico d’arte, ci mostra come la sua pittura leghi modi rinascimentali, tardo-gotici veneziani con la tendenza all’attrazione dei colori e delle forme ed un certo gusto per la definizione grafica; una pittura che rievoca lo smalto delle icone e dei mosaici bizantini.

 

Tutto questo è evidente nel grandioso Polittico di Ascoli Piceno realizzato nel 1473, nel quale le figure sono dipinte su un fondo in oro il tutto racchiuso in una sfarzosa cornice dorata.Si ignorano le ragioni della partenza da Zara e quando l’artista attraversò l’Adriatico. In ogni caso, nel 1468, firmò il Polittico di Massa Fermana e nel 1469 si trovava già ad Ascoli Piceno, dove aveva già avuto modo di entrare in conflitto con un cittadino per una questione di carattere amministrativo di cui restano tracce documentarie.

 

Il 16 febbraio 1469 era infatti in causa giudiziaria contro un tale Savino di mastro Giovanni d’Ascoli, ed elesse suoi procuratori Ulisse di ser Antonio da Venezia e Corradino Pasqualucci di  Ascoli.

 

A parte questa menzione però le prime opere dell’artista nelle Marche gravitano tutte attorno a Fermo, come il Polittico di Porto San Giorgio (1470), eseguito per la chiesa di San Giorgio di quella città su commissione di un tale Giorgio, albanese qui emigrato a seguito della conquista turca.